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Inutile beccheggio.
Quanto ancora
dovrò aggiungere
di me,
e di te,
in quest'onda senza risacca,
stagnante,
di bolle a fermentare l'alghe?
Carena difficile,
quel tino
o gozzo
ma in origine foglia;
carena,
suo fianco dolce
ombelico di scolo al paiolo
mai vide,
e sentì carezza d'onda.
È la storia
d'una morte,
questa.
Annunciata e derisa,
per questo.
Cosa ancora cerco
dei tuoi profumi
nell'intaglio,
ormai putrido,
di questo fianco di schegge?
"Plick"...
"Plick"...
Doncolo dolce la mia fine,
e il sole caldo
ne trasuda lacrime,
che portano odori.
Il Sole piange.
Qualche cefalotto
erode di te l'anima
viva e verde,
sogno di vita.
Quanto ancora dovrò stringere
il tuo palmo sudato,
quest'estate
l'anima nostra al sole
attande la sua
volar via,
volare sopra ogni altro,
inutile,
plickettìo.
M.M. 24/05/02